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Quattro fattori chiave per il successo del Digital Manufacturing

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Il mondo di oggi si modella grazie ad una convergenza di tecnologia, all’integrazione di automazione, IoT, AI, business process, big data e cloud computing. Questo a sua volta cambia il modo in cui i produttori innovano e rispondono alle esigenze dei clienti.  

Con l’aumento della richiesta dei clienti, di prodotti sempre più personalizzati, le aziende manifatturiere sono sotto pressione e sono costrette a passare da quella che si poteva definire come produzione di massa, alla personalizzazione di massa.  
Grazie alla digitalizzazione questa evoluzione diventa possibile, attraverso una migliore collaborazione e fornendo continuità digitale, dall’ideazione alla produzione, fino ad arrivare ai servizi post-vendita.  

La digitalizzazione consente inoltre agli utenti di modellare virtualmente il processo di produzione. I gemelli digitali, come il 3DEXPERIENCE Twin, permettono di eliminare investimenti in attrezzature “fisiche” per decidere se un progetto è pronto o meno per andare in produzione. In questo modo, non solo si risparmia in termini economici ma anche in termini di tempo, dando la possibilità ai produttori di rispondere rapidamente e pienamente alle richieste del mercato.  
Le aziende che scelgono di sviluppare un ambiente completo di produzione digitalizzata, avranno l’opportunità di acquisire nuovi clienti e arricchire la propria proposta per i clienti esistenti.  

 Ma cosa è necessario per affrontare questa rivoluzione digitale e aumentare il valore della propria offerta? 
Per rispondere a questa domanda, Dassault Systemès  ha sviluppato idealmente una figura di produttore che dovrebbe avere quattro caratteristiche chiave:  
Creatività: per abilitare nuovi modelli di business, per una personalizzazione di massa ottimizzata sia in termini di costi sia di efficienza; 
Intelligenzaper migliorare la velocità e l’agilità con la “data intellingence” in tempo reale;  
Valoreper consentire lo sviluppo delle idee lungo tutto il processo 
Fattore umano: per potenziare la collaborazione tra l’uomo e la tecnologia e valorizzare l’inventiva.

 Compila il form per guardare un breve video realizzato da Dassault Systèmes sul futuro del Digital Manufacturing.

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nb: Tutte le informazioni riportate in questo articolo sono tratte dal Innovation Blog,  by Dassault Systèmes UK.
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Additive Manufacturing per l’industria 4.0 | Stampanti 3D Eos Gmbh per la sintetizzazione dei metalli

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L’industria 4.0termine di cui si sente sempre più spesso parlare, sta ad indicare una serie di processi che portano l’automazione industriale più tradizionale verso l’integrazione digitale di tutte le sue componenti. Tra gli elementi fondamentali dell’industria 4.0, c’è l’Additive Manufacturing (manifattura additiva), considerata la tecnologia digitale in grado di rivoluzionare i processi produttivi.  

Possiamo definirla rivoluzione perché, grazie all’Additive Manufacturing si è oggi (in realtà già da parecchi anni), in grado di partire da un modello 3D virtuale ed andare a stampare strado dopo strato, anziché asportare il materiale da un pieno come avveniva sempre in passato, quindi secondo un approccio sottrattivo. 
Il processo di Additive Manufacturing parte sempre da un modello CAD 3D, controllato da un software. La stampante 3D si occupa di depositare materiali, mescolare e fondere resine in maniera selettiva per creare le parti basate sui dati CAD.  

La manifattura additiva viene impiegata in molti campi quali l’AereospazialeMedicaleAutomotivemilitare e i viene utilizzata principalmente per realizzare oggetti in plastica e metallo Quello che differenzia le stampanti EOS da altri produttori è il nuovo sistema lanciato EOS M 300-4, che fa parte della più ampia piattaforma di stampa 3D modulare EOS M 300 per materiali metalliciLa nuova piattaforma è dotata di un’architettura che garantisce flessibilità e automazione della produzione, generando un aumento di produttività stimato di un fattore da 1 a 4, riducendo notevolmente il costo del pezzo.  

 Il fatto che stampanti di questo genere riescano ad oggi a produrre pezzi funzionali di qualità e non semplicemente dei prototipi, producendo inoltre meno materiale di scarto, rende chiaro quanto la tecnologia Additive Manufacturing possa far risparmiare ad un’azienda in termini di tempo ed economici, oltre ad avere un basso impatto ambientale in un’ottica di sostenibilità ambientale. 

 Cadland, da anni è rivenditore ufficiale su tutto il territorio nazionale delle stampanti 3D progettate da EOS Gmbh L’azienda, leader nella stampa 3D industriale, che da due anni a questa parte ha aumentato la capacità produttiva, è oggi in grado di creare circa 1.000 stampanti all’anno.  Le stampanti EOS, unite al modulo di CATIA Additive Manufacturingaiuta a massimizzare la qualità dei risultati che si possono ottenere con la stampa 3D additiva.  
 
Visita la nostra pagina dedicata alle stampanti 3D e contattaci per ricevere informazioni!  

 

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Generative Design: Progettare il futuro

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Il Generative Design è un processo nel quale un software, basato su un algoritmo indipendente genera proposte di progettazione.  
I progettisti inseriscono prima quante più variabili possibili, come il target di interesse, le condizioni e i materiali disponibili, la riduzione di costi. L’algoritmo calcola così centinaia di possibili progetti e seleziona quello che soddisfa maggiormente i requisiti predefiniti.  

 Quali sono i vantaggi del Generative Design?

Il generative design ha diversi benefici: per primo, la creatività del designer non è più un fattore limitante. Il software può presentare proposte di design che gli ingegneri non hanno pensato o quasi.  
A seguire, il generative design permette di risparmiare sui costi, poiché non sono più necessari test e simulazioni approfonditi. Il software testa i progetti immediatamente, tramite la simulazione integrata.  
Infine, attraverso esso il processo di progettazione diventa più veloce, poiché consente di ideare una grande quantità di progetti.   

Il Generative Design rende le persone completamente superflue 

A questo punto è lecito pensare se il generative design possa sostituire completamente le persone. Assolutamente no, per due ragioni: la prima, i progettisti saranno sempre necessari per stabilire i requisiti. La seconda è che gli algoritmi non hanno il senso dell’estetica e delle emozioni. Ad esempio, il design di un’auto può essere solo parzialmente lasciato ad un’intelligenza artificiale. Una persona dovrà sempre ottimizzare il design per l’uomo.  

Per quali applicazioni è adatto il Generative Design 

Il generative design può essere utilizzato per quasi tutto ciò in cui il prodotto è esposto alle “forze della natura” come gravità, resistenza dell’aria. Questo perché l’algoritmo può spiegare questa fisica e generare progetti ottimali. Il vero valore si rivela quando piccoli dettagli portano ad enormi cambiamenti. Basti pensare alla progettazione di parti aereonautiche o in Formula 1, dove piccoli aggiustamenti possono avere un impatto notevole, ad esempio sull’aereodinamica.  

Qual’ è il legame con l’Additive Manufacturing?  

L’ Additive Manufacturing, è la rapida produzione prototipi e parti mediante stampa 3D. Questo principio si adatta perfettamente al design generativo, in quanto è possibile generare rapidamente progetti tramite il generative design, che può essere successivamente trasformato in prodotti reali mediante la produzione additiva.  
Questo consente una prototipazione rapida estremamente semplificata. L’ Additive Manufacturing è anche una sorta di “controllo della realtà” per i progetti generati con il generative design 

nb: Tutte le informazioni riportate in questo articolo sono tratte dal Innovation Blog,  by Dassault Systèmes UK.
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3DEXPERIENCE | Scopri il Cloud, driver per l’innovazione

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Fino a pochi anni fa, il cloud era considerato un semplice sostituto dei sistemi legacy che venivano eseguiti in locale. Ora sempre più aziende lo stanno riscoprendo come  piattaforma per l’innovazione e la collaborazione 
Ma cosa significa nello specifico? Quali sono davvero i vantaggi che un’azienda può trarre dal Cloud?

 Il cloud migliora la collaborazione

 Il concetto di innovazione, nell’era dell’industria del rinascimento, deriva dalla co-creazione. Un esempio portante è sicuramente quello di Renault. Il Cooperative Innovation Lab (LCI) di questa casa automobilistica, utilizza il cloud per connettere designer, ingegneri, architetti di sistema, analisti aziendali e specialisti di marketing in una rete virtuale.   
LCI utilizza l’Electro Mobility Accelerator per lo sviluppo dell’auto elettrica sperimentale “EZ- FLEX”. Questa soluzione è basata sulla piattaforma di Dassault Systèmes3DEXPERIENCEIl vantaggio principale? Tutti i membri del team del progetto possono collaborare in tempo reale e in sicurezza allo sviluppo di EZ-FlEX 

Il cloud sblocca le tecnologie avanzate

Quant-U, azienda danese che si occupa della produzione di scarpe, sfrutta i vantaggi del cloud per combinare tecnologie future come stampa 3D, simulazione ed apprendimento automatico. Queste tecnologie avanzate sono rese disponibili anch’esse dalla piattaforma cloud 3DEXPERIENCE 

Il cloud migliora l’integrità dei dati  

Lavorando in sedi diverse, con diversi sistemi IT, si rischia di incorrere in grandi rischi. Le parti coinvolte potrebbero iniziare a lavorare con versioni diverse di un progetto o le informazioni potrebbero perdersi, magari perché un membro del team ha dimenticato di creare un back- up.  
AKKA ha scelto la piattaforma 3DEXPERIENCE per sviluppare la sua concept car autonoma, Link & Go 2.0. Tutti i dati del progetto e prodotto sono disponibili nel cloud di Dassault Systèmes in un’unica posizione, senza la necessità di eseguire azioni complesse e pericolose per condividere disegni. 

Per saperne di più scarica l’infografica sul cloud di Dassault Systèmes.

nb: Tutte le informazioni riportate in questo articolo sono tratte dal post di Renate Enge, Cloud Lead EuroNorth di Dassault Systèmes. Per il link all’articolo cliccare qui

VALUE UP 2020 | Celebrazioni, innovazione e nuove opportunità per il futuro di Dassault Systèmes e dei suoi partner

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Ieri 21 gennaio 2020, è ufficialmente iniziato a Monaco, il VALUE UP di Dassault Systèmes, evento che tutti gli anni riunisce in varie tappe dell’Europa e del mondo i var partner.
Con l’inaugurazione presso il Grimaldi Forum a Monaco, il tour procederà alla volta di San Diego dal 27 al 30 gennaio, per poi concludersi a febbraio in Kuala Lampur.
L’obiettivo di Dassault Systemès è unico e chiaro per ogni tappa: unire una comunità di innovatori, esperti e leader per celebrare l’anno passato e darne inizio ad un nuovo con opportunità e novità. Durante la sessione plenaria di ieri mattina, Dassault Systèmes, che si lascia alle spalle un 2019 di successo, ha presentato appunto una panoramica su strategie e soluzione per l’anno in corso. La value proposition dell’azienda è quella di essere in grado di servire il mercato a 360 gradi, coprendo tutti i settori industriali ed i processi aziendali. 

STRONGER – FASTER – BETTER – TOGHETER

È con quattro semplici vocaboli che è stata avviata la sessione, più forti, più veloci, meglio, insieme, parole che descrivono in breve l’idea di collaborazione e condivisione realizzabile con la piattaforma 3D EXPERIENCE.
“Tutto deve andare veloce e deve essere intelligente, per questo abbiamo scelto la 3DEXPERIENCE” definita come catalizzatore per l’innovazione dell’industria.
Non sono mancate testimonianze di casi di successo nell’incontro, durante il quale sono intervenuti il CEO di Leko Francois Cordier, che ha spiegato come la 3DEXPERIENCE sta guidando la sua innovazione aziendale, Andrè Bourdais, Head of Development di Aribus, e Fabian Hoefer Director Engineering di Braun, che ha illustrato la potenza della 3DEXPERIENCE nel settore del Life Science.

Per entrare maggiormente nel vivo della 3D EXPERIENCE Platform, Dassault Systèmes ha poi proposto ai partecipanti un percorso guidato attraverso il 3DEXPERIENCE Playground, per poter toccare con mano concretamente le funzionalità di questa piattaforma unica sul mercato.

Vuoi avere maggiori informazioni sulla piattaforma 3D EXPERIENCE? Clicca sul pulsante in basso, ti ricontatteremo il prima possibile. 

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Cadland tra i protagonisti di I-Trace, il progetto della comunità europea finalizzato a promuovere l’innovazione nel settore aerospaziale

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I-Trace (Immersive Training for AereospaCE) è un progetto che nasce dal programma Quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, per diffondere know-how e favorire sinergie e scambio di best practice . 
Cadland è tra i protagonisti, con uno, tra i servizi che offre, la realtà virtuale immersiva 
Parla di noi Industria Italiana, che ha dedicato un’intero articolo sulle nostre tecnologie a servizio da anni di aziende ed enti, e nello specifico sul progetto in questione I-Trace.
L’obiettivo di Cadland, illustrato dal nostro R&D and Innovation Manager, Enrico Santori,è quello di creare una sinergia tra enti culturali come scuole, università ed aziende, con lo scopo di sviluppare competenze specifiche per l’utilizzo della realtà virtuale, in particolare nel settore aerospaziale. 
I-Trace, partito a novembre 2018, terminerà ad ottobre 2020 e prevede un lavoro di scambio e sviluppo di competenze tra i soggetti coinvolti. Diversi saranno gli appuntamenti tra i vari partner, alcuni dei quali hanno già avuto luogo nei mesi precedenti.  
Cadland è stata la prima a mostrare ai partecipanti la propria sala virtuale nella sede di San Benedetto del Tronto. A seguire il training in Norvegia, il meeting in Polonia e ad aprile prossimo l’incontro a Barcellona.  
Cadland, negli anni, ha sviluppato una grande esperienza in ambito di realtà virtuale, sia dal lato applicativo che da quello formativo, mettendo a disposizione il proprio know-how ad enti ed aziende come LeonardoCentoform formazioneElectorlux, e le Università di Modena e Reggio Emilia e di Napoli Federico II
La tecnologia per la realtà virtuale è sempre più in crescita e si sta consolidando, e come spiega Enrico Santori, l’extended reality, permette di abbattere i limiti fisici, e questo, dopo un momento iniziale in cui veniva impiegato solo in determinati settori, sta diventando di massa coinvolgendo molti settori.  

 Leggi l’intero articolo di Industria Italiana per saperne di più sul progetto I-Trace e scopri e altri progetti di ricerca di Cadland.